LA STORIA GIRA, COME LE RUOTE DI UNA BICICLETTA

Quando la salita si fa dura tu cambia il rapporto con la tradizione, alzati in piedi per osservare meglio. Una volta in discesa avrai l’aria fresca che porterà conoscenza e meraviglia sull’ambiente circostante. E la bici sembrerà aver ali di racconti senza tempo.

La bicicletta permette di coprire grandi distanze, con una buona gamba si possono coprire anche centinaia di chilometri in pochi giorni, ma allo stesso tempo si procede ad una velocità abbastanza lenta per potersi connettere con il paesaggio circostante.

Qui in Valtellina, ad esempio, si possono riscoprire posti che appartengono alle tradizioni, lontani dalle strade trafficate del consumismo. Pedalando tra i vigneti si possono incontrare gli agricoltori impegnati in una vendemmia eroica, basata ancora sul duro lavoro di braccia forti e occhi esperti, in cui le macchine arrivano solo nei pochi posti che lo permettono.

La manodopera di generazioni ha modellato versanti franosi in terrazzamenti sostenuti da muri a secco, posati roccia su roccia, un’opera d’arte tra uomo e Natura, collaborazione essenziale.

Il passaggio in bici è molto simile, tanto semplice quanto affascinante.

Nessun motore che inquina e crea rumore, solo la forza silenziosa dell’uomo, in pieno rispetto per l’ambiente, che con il suo passaggio lungo le curve sinuose dei versanti, osserva ed esalta il territorio.

Ritrarre tutto ciò attraverso la fotografia mi permette non solo di visitare alcuni posti ma di conoscerne la storia, raccontandola attraverso una luce diversa, con armonia delle forme.

Un racconto fatto di immagini, un linguaggio universale e diretto, per raggiungere emozioni autentiche.

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