PROVE TECNICHE DI GRAVELLINA

Chi non è di primo pelo ricorderà quando, in televisione, ogni tanto compariva l’immagine di un monoscopio a colori con la scritta “Prove tecniche di trasmissione”. Era la metà degli Anni 70, esistevano solo i canali 1 e 2 della RAI e la televisione conteneva ancora molti spazi vuoti. Quello delle prove tecniche di trasmissione era un momento tecnico (per l’appunto), che durava parecchi minuti, in cui la tivù di stato verificava la bontà di ricezione delle immagini e testava la qualità delle prime trasmissioni a colori.

Ecco, anche questa edizione “a porte chiuse” di Gravellina può essere considerata una prova tecnica. Si è infatti trattato di un test sul campo di quello che sarà, a grandi linee, il percorso definitivo che i prossimi 21 e 22 settembre 2024 caratterizzerà il debutto ufficiale della manifestazione. Le cavie sono stati una cinquantina di addetti ai lavori, a vario titolo: giornalisti, atleti, personaggi del web e alcuni degli stessi organizzatori, per raccogliere in diretta i commenti dei compagni di fatica

I percorsi di Gravellina seguono le strade rurali dove la Valtellina coltiva e produce i suoi prodotti più noti, come i vini, e più tradizionali, come la segale e il grano saraceno. Le vie che – oggi come un secolo fa – sono il manifesto del rapporto tra uomo e natura, qui in relazione e in equilibrio. La bellezza è ininterrotta ma alcuni scorci lasciano a bocca aperta, e non solo per la meraviglia: le salite che si inerpicano tra i vitigni, come la Fracia oppure quella del Vecchio Torchio lungo la Via dei Terrazzamenti; il centro storico medievale di Ponte in Valtellina, i meleti di Chiuro, i mulini e i palazzi di Teglio; poi ancora: il Castel Grumello che domina la valle, il monumentale santuario della Santa Casa a Tresivio; la passerella sulla gola delle Cassandre, il Sentiero Valtellina lungo il fiume Adda, le formazioni rocciose delle Piramidi di Postalesio, il quartiere storico di Scarpatetti a Sondrio.

Visto che si parla di cibo e vino, possiamo anche definire la nostra esperienza come una degustazione di ciò che sarà il ricco menu del weekend ufficiale. Anche se definire una ride di 60 km per 2.000 metri di dislivello un assaggio ci sembra riduttivo… Così è stata la pedalata del sabato, che da Sondrio ci ha portati verso Tirano e poi di nuovo a Sondrio: andata e ritorno su due differenti livelli di costa, fra vigne, meleti e boschi di castagni. Un percorso bello, duro, a tratti tecnico ma di grande soddisfazione. Strappi da lasciare a bocca aperta, come i panorami che rendevano meno acre lo sforzo. Un itinerario che in parte percorre i sentieri del Wine Trail e che ci ha svelato una Valtellina che in quarant’anni di frequentazione non avevamo mai visto, così presi a guidare nel traffico di fondovalle, con la fretta di attraversarla per raggiungerne gli estremi, entrando o uscendo dal weekend di cittadini imbruttiti. E ci si accorge che quei paesi che si puntellano sui fianchi delle montagne e che abbiamo sempre e solo visto scorrere oltre i finestrini dell’auto, sono in realtà la vera ricchezza di questa terra. Gioielli di ruralità e architettura, custodi di racconti, che rendono il Gravel in Valtellina un viaggio fra storia e tradizioni.

Molto più rilassato, invece, il giro di domenica, che si è sviluppato in direzione opposta, sull’asse Sondrio-Colico. Metà chilometri e metà dislivello – più o meno -, condizioni che consentono un migliore afflusso di sangue al cervello e, come conseguenza, più occasioni per godere del bel mondo che ci sta intorno.

Ora, a un paio di settimane dal sopralluogo, ecco il menu definitivo di ciò che sarà Gravellina. Più che di menu, sarebbe però meglio parlare di lista dei vini, perché nel weekend del 21 e 22 settembre sarà possibile scegliere fra una caraffa intera, mezza o un quarto. Parliamo dei percorsi che i partecipanti potranno pedalare: il lungo (da 120 km e 2.500 metri di dislivello), i due medi Est e Ovest (70 km con 1900 m e 50 km con 1.700 m) e il corto (35 km con 800 m). Comuni a tutte le misure di Gravellina, la qualità e la cura dei ristori, che abbiamo avuto il piacere di valutare anche noi, in anteprima. In particolare ci ha affascinati il vecchio mulino nel bosco in cui le donne e gli uomini del consorzio che tutela alcune delle materie prime della zona, hanno cucinato piatti della tradizione, prima di preparare il caffè con la moka. Originale e perfettamente in linea con la filosofia di Gravellina, l’arrivo nel mercato coperto di Sondrio, con comitato enogastronomico di benvenuto e sottofondo di fisarmoniche…

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